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martedì 18 marzo 2014

Politici italiani ed esteri a confronto...


A cura di nocensura.com

Il Ministro dei Trasporti inglese è notorio che si rechi a lavoro in treno, la mattina di buon'ora.

Senza la necessità di essere scortato da un battaglione di poliziotti, a sirene spiegate, prende il treno insieme ai normali cittadini, ai pendolari che si recano a lavoro.

Anche l'ex Presidente Iraniano Ahmadinejad, dipinto dai media nostrani come "un mostro, un dittatore", non rieletto, è tornato al suo lavoro, fa il professore all'Università di Theran, dove ogni giorno si reca con il bus, insieme ai cittadini...

venerdì 27 dicembre 2013

L'Uruguay è il paese dell'anno. Cresce e ottiene riforme eclatanti in tempi brevi: legalizzazioni e austerity alternativa, verso il progresso. SERVI DEL DIO SERPENTE ...

l’Uruguay ha un’antica tradizione di paese pioniere nel terreno dei diritti civili e politici. Nel 1913 è stata la prima nazione in America Latina ad approvare il divorzio, nel 1927 la prima ad introdurre il voto femminile nel Sud America; nel 2007 sono state riconosciute le unioni civili di coppie omosessuali, due anni dopo sono state autorizzate le adozioni e adesso anche il matrimonio tra persone dello stesso sesso (vigente già in Argentina dal 2010). 
Da Daily Storm
Legalizzazione della marijuana e delle nozze gay e l’idea di un’austerity “alternativa”: la “rivoluzione Uruguay” del 2013 parte da una nuova politica


Alla faccia nostra, della nostra austerity e dell’avida inadeguatezza della nostra politica. 
Eleonora Cosmelli

giovedì 26 dicembre 2013

Uniamoci per cambiare il mondo: 1 milione di bambini si sono riuniti in Thailandia per cambiare il mondo

BAMBINI CHANGE THE WORLD - LAVIADIUSCITA.NET
 

L’11/12/2010 un MILIONE di bambini si sono riuniti al Tempio buddista Dhammakaya a Pratumtanee in Thailandia, per meditare insieme per la pace nel mondo e per prendersi l’impegno, quando saranno grandi, di essere dei “leader virtuosi”. Una manifestazione senza precedenti per la rinascita morale e spirituale dell’umanità”. Tutti questi bambini cantano insieme la meravigliosa canzone “Change the World”, (Cambiare il Mondo) scritta ed arrangiata da Howard McCrary, che potete vedere nel video riportato in questo articolo…


E’ stato un Evento senza precedenti, un “Evento Cosmico” di “forza e consapevolezza planetaria”, un esempio di Amore per i nostri figli, le nostre famiglie e l’intera umanità che doveva essere portato alla luce e condiviso con tutti ed invece non é apparso in nessun programma televisivo, nessun notiziario ha parlato di questo “Grande Evento”. Che l’informazione sia controllata e manipolata non ci sorprende.
Questa “Cerimonia” testimonia che la bontà e l’amore non sono tramontati su questo nostro amato, moribondo e martoriato pianeta. Buona visione, Buon Natale e Buona Rinascita a tutti.

domenica 22 dicembre 2013

Ungheria: banche estere ‘cacciate’ dal Paese

Ungheria: banche estere ‘cacciate’ dal Paese

20-12-2013
Perché non chiediamo consiglio all’Ungheria?
Budapest - Quattro delle otto grandi banche straniere che operano in Ungheria, e che detengono il 70% del mercato, abbandoneranno le loro attività nel paese magiaro nei prossimi sei-diciotto mesi. E’ quanto ha affermato il governatore della banca centrale ungherese, Gyorgy Matolcsy, in un’intervista al canale televisivo Hirtv .
“Si erano già diffusi dei rumors secondo cui quattro delle otto grandi banche … potrebbero ritirarsi in 3-4 anni, ma per come sembra adesso, si ritireranno in 6-18 mesi”, ha detto il governatore senza fare i nomi di banche.
Sia Unicredit che Banca Intesa sono presenti in Ungheria.
Intanto nei giorni scorsi, la Corte Costituzionale ungherese – Kuria – con una sentenza sui prestiti in moneta estera – situazione esplosiva in Ungheria – ha di fatto favorito le grandi banche estere deferendo, tra le proteste del governo, la giurisdizione sul tema alla Corte Europea.
Oggi il partito di governo Fidesz ha protestato e richiesto che la Kuria si pronunci e non attenda la Corte Europea. A dimostrazione di come, al contrario della propaganda eurofila, non vi sia alcuna ‘dittatura’ in Ungheria e che, le élites burocratiche, finanziarie e giudiziarie siano tutte parte di uno stesso sistema di potere che difende se stesso. Soprattutto dalla democrazia.

giovedì 19 dicembre 2013

Germania: Nuovo sciopero di dipendenti di colosso Usa Amazon, chiedono aumento salari

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BERLINO- Nuovo sciopero in Germania dei dipendenti del colosso americano Amazon a una settimana da Natale.
I sindacati hanno indetto la protesta in tre siti tedeschi del gruppo dell’e-commercio: quelli di Bad Hersfeld (ovest) e di Lipsia, già teatro di precedenti proteste, e per la prima volta quello di Graben, in Baviera. Circa 600 dipendenti ieri hanno incrociato le braccia a Bad Hersfeld, il principale centro logistico del gruppo Usa in Germania, stando a quanto riportato dai sindacati, e la protesta dovrebbe proseguire anche domani e mercoledì. A Lipsia sono stati 500 i dipendenti che hanno aderito alla protesta, che potrebbe andare avanti “fino a sabato compreso”, stando a quanto riferito da un altro portavoce.

domenica 15 dicembre 2013

Benvenuti nella dittatura europea. Spagna: violente proteste contro la legge anti-manifestazioni

Il presidente del Governo spagnolo, Mariano Rajoy, continua a negare che la legge sulla Sicurezza Cittadina miri a imbavagliare i movimenti di opposizione da anni in campo contro le politiche economiche dell’esecutivo dettate dalla troika. Il leader della destra ha assicurato che, anzi, obiettivo del PP è garantire la “sicurezza e la libertà” per i cittadini. Però basta scorrere gli articoli previsti nel progetto di legge che presto sarà al vaglio del Consiglio dei Ministri per notare che nel mirino del provvedimento ci sono i cosiddetti escaches,
cioè le manifestazioni contro i rappresentanti della classe politica e i manager accusati di mandare al macello sfrattati e utenti dei servizi pubblici tagliati o chiusi causa austerity. Insieme a forme di disobbedienza civile o resistenza pacifica che hanno contraddistinto molte delle recenti mobilitazioni dei movimenti contro gli sfratti, contro i tagli all’istruzione o alla sanità, contro la repressione. Reati finora considerati lievi – anche se spesso puniti duramente attraverso una interpretazione restrittiva e peggiorativa delle norme di legge esistenti – diventerebbero reati gravi. Una manifestazione non autorizzata davanti al parlamento o ad un’altra sede istituzionale o un blocco stradale potrebbero quindi costare ai promotori delle proteste alcuni anni di carcere. Inoltre la legge stabilisce il divieto per i cittadini di fotografare o riprendere ciò che fa la polizia. Un divieto inaccettabile per le opposizioni che parlano del ritorno a Madrid di uno ‘stato di polizia’.

martedì 3 dicembre 2013

BOLIVIA: otto anni di nazionalizzazioni, economia in crescita

Lo Stato boliviano controlla oggi il 38% dell’economia nazionale grazie alla politica di nazionalizzazioni applicata dal 2006, con l’arrivo al potere del primo presidente indigeno, Evo Morales, quando l’indice era del 15%. Esponendo il modello economico boliviano all’Universidad Gabriel René Moreno di Santa Cruz, motore economico del paese e roccaforte dell’opposizione conservatrice, il vice presidente Álvaro García Linera ha precisato che sono state nazionalizzate in modo progressivo le imprese-chiave dell’economia. In complesso sono state una ventina, fra cui quelle degli idrocarburi, delle telecomunicazioni, dell’elettricità, delle attività minerarie, della gestione degli aeroporti, della produzione del cemento.
Molte di queste aziende, tuttavia, non hanno ancora ricevuto le compensazioni dovute per le espropriazioni e hanno intrapreso azioni giudiziarie internazionali contro lo Stato o hanno minacciato di farlo.

lunedì 4 novembre 2013

Lacrime di “coccodrillo” di Hollande sull’assassinio dei due giornalisti francesi in Mali


Giornalisti francesiMali terroristas islamicos
di Luciano Lago

Due giornalisti francesi dell’emittente Radio France Internationale (Rfi) sono stati rapiti e uccisi ieri a Kidal, nel nord del Mali. Le vittime sono Ghislaine Dupont, di 51 anni, e Claude Verlon, di 58 anni, e pare siano stati sgozzati. I due giornalisti sono stati prelevati da uomini armati subito dopo un’intervista in casa del leader del Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad (Mnla), Ambeiry Ag Rhissa, ma al momento non ci sono certezze sui responsabili. Il presidente francese, François Hollande, ha espresso “indignazione” e ha convocato per domani i ministri chiave del suo governo per provare a far luce sull’accaduto.

domenica 3 novembre 2013

L’unica centrale elettrica di Gaza si spegne

L'unica centrale elettrica di Gaza si spegne
La chiusura degli impianti, che forniscono elettricità a quasi metà degli 1,8 abitanti della striscia di Gaza, potrebbe voler dire che la popolazione dovrà aver a che fare con 12 ore quotidiane di blackout. La notizia è stata riportata da Haaretz.
BLACKOUT DI 12 ORE - La centrale elettrica di Gaza ha spento i generatori a causa di uan carenza di carburante. Fathy Asheik, presidente del Gaza Ebergy Authority, ha detto che non c’è abbastanza carburante per far funzionare gli impianti. Negli ultimi anni per questo stesso motivo gli abitanti di Gaza hanno dovuto subire quasi 8 ore di blackout giornaliere, che ora potrebbero aumentare fino a 12. I rifornimenti sono crollati quando a giugno l’Egitto ha iniziato a dmolire i tunnel di contrabbando lungo il confine, che erano un canale di importazione. L’autorità palestinese filo-occidentale, la scorsa settimana aveva promesso che avrebbe spedito carburante a Gaza senza che gli abitanti della striscia debbano pagare la tassa, permettendo così ad Hamas di comprare 400 mila litri di carburante al giorno. Purtroppo l’autorità ha annullato la sua offera di esenzione discale, il che rende difficile per Gaza comprare il carburante. Oltre alla centrale elettrica, che produce fino a 65 megawatt, Gaza è rifornita da Isaraele con 120 Megawatt, mentre l’Egitto ne fornisce 24. L’autorità palestinese ha detto che i due paesi vengono pagati per l’elettricità-

Svizzera, il paese con le tasse più basse d’Europa

La stabilità fiscale della Confederazione elvetica attrae un numero crescente di aziende e privati facoltosi e non è un caso che Chiasso, cittadina sul confine, offra dei workshop dedicati a chi vuole trasferirsi sul suolo svizzero. Più in generale le aliquote di imposizione fiscale elvetiche sono tra le più basse in Europa, e questo riguarda sia le aziende sulle quali l’erario esercita una pressione media che varia tra il 16 ed il 25% sia per le persone fisiche (5-20%).
I tre livelli di imposizione Il fisco svizzero agisce su tre diversi livelli: nazionale, cantonale e comunale e le aziende vengono tassate laddove risiede la sede sociale.
La pressione fiscale sulle aziende Mentre l’imposta federale ha una sola aliquota, quella cantonale varia tra uno Stato e l’altro e in base al capitale (o agli utili). La prima incide in misura del 7,83% (al netto dei prelievi fiscali da parte di Cantoni e comuni) mentre l’imposta sugli utili a livello cantonale varia dal 4,4 al 19% (quella sul capitale si muove tra lo 0,03% e lo 0,3%). Il comune applica prelievi sugli utili che variano dal 4 al 16% (e sul capitale tra lo 0,04 e lo 0,25%). L’onere fiscale totale, che come detto varia dall’ammontare del capitale, degli utili, dal Cantone e dal Comune in cui l’azienda risiede, oscilla nel range che va dal 16 al 25%.

sabato 2 novembre 2013

L'Uruguay vicinissima ad essere il primo paese a legalizzare la cannabis.

CIR Cannabis UruguayMujica fa la guerra al narcotraffico, cercando di legalizzare e statalizzare la produzione e la vendita di Mariujana. Sarà possibile acquistare 30 grammi mensili al costo di circa un dollaro al grammo.

Ci rendiamo conto di due aspetti: la libertà è al primo posto, anche quella di sbagliare. La liberalizzazione combatte il circuito dei poteri criminali e manipolatori. Ma è anche opportuno che la liberalizzazione sia accompagnata ad una seria e approfondita informazione sui danni provocati dai prodotti che vengono liberalizzati. In modo che chi decide di usarli (esclusi i minori che vanno comunque protetti, come per alcool e fumo) compia una scelta informata.

Il Presidente dell'Uruguay, José Mujica, continua a difendere solidamente il progetto della legalizzazione della marijuana nel suo paese, anche se solo poco più della metà della camera dei deputati è stata favorevole al controverso progetto.

Parlando al il canale spagnolo della CNN, José Mujica sostenuto il controverso disegno di legge. Con il suo normale tono colloquiale anche se lievemente piccato, Mujica ha detto che "l'unica dipendenza sana è l'amore. Tutte le altre sono una piaga, ma occorre fare differenze di grado". "Da molti anni sappiamo che il tabacco è nocivo, che uccide, così come l'alcol. Tuttavia le persone continuano a fumare e a bere. Per quanto riguarda la marijuana io... credo che qualsiasi dipendenza sia un male. È così anche la marijuana è male, è velenosa. Ma è più tossico nasconderla, noi quindi andiamo in un'altra direzione ", aggiunge.


giovedì 31 ottobre 2013

Bce e tecnocrati minacciano l’Ungheria

L'Ungheria nazionalizza le aziende di servizi (luce, gas, acqua) le bollette scendono e il governo sale (nei conseensi)  -  Dopo aver cacciato il FMI l’Ungheria emette moneta senza debito

È da tempo ormai che l’Ungheria e il suo premier Viktor Orban, leader della formazione di centro-destra Fidesz, prosegue la battaglia contro i poteri forti e l’usura internazionale per dar vita a uno Stato magiaro pienamente sovrano, ma a molti questo non piace, anzi li preoccupa enormemente.

Sì, perché nel cuore d’Europa, una nazione come quella magiara che ha il coraggio di rispondere per le rime agli eurocrati e ai banchieri non è assolutamente gradita. Dopo gli attacchi al fiorino ungherese venuti dagli speculatori internazionali sui mercati, dalle banche nazionali e non, e ancora dalla Commissione europea, ora non poteva mancare quella della Banca centrale europea, addirittura nella persona del governatore Mario Draghi.


José Mujica, il presidente più povero del mondo: “Voglio vivere come il mio popolo”

mujica-300x225Il capo di stato dell’Uruguay risponde alle domande di Al Jazeera sorseggiando mate nella sua casa di contadino pochi giorni dopo il via libera alla legalizzazione della produzione, vendita e consumo di marijuana. “Un presidente deve servire la sua gente. Per me i poveri sono coloro che hanno bisogno di troppo, perché vivono perennemente nell’insoddisfazione”.
Dimenticate le sale affrescate, le poltrone di velluto, gli abiti firmati e le auto blu. Dimenticate le foto dei rotocalchi sulle vacanze in yacht dei nostri politici, la compagnia di avvenenti signorine e il corteo di guardie del corpo. Provate ora a immaginare un uomo minuto – di fronte a una giornalista internazionale – vestito con un semplice maglione, seduto al tavolo di una casa umile, mentre sorseggia del mate versandolo da un thermos di plastica. E ora pensate che quell’uomo è un capo di Stato. Per l’esattezza José Mujica, il presidente più povero del mondo, balzato negli ultimi giorni all’onore delle cronache di tutto il mondo per aver permesso per la prima volta la legalizzazione totale della marijuana. La legge, approvata alla Camera bassa, dovrebbe arrivare in Senato entro la fine dell’anno: se verrà approvata l’Uruguay diventerà il primo paese al mondo a regolamentare la produzione, vendita e il consumo libero di “erba” tra le persone adulte. Una proposta che funge anche da banco di prove e potrebbe in futuro essere esportata in tutta l’America Latina, dove sono numerosi i governi di sinistra. Dal Brasile al Venezuela, dall’Ecuador all’Argentina.

mercoledì 30 ottobre 2013

Cuba, ecco quanto costa l'embargo


L'azienda pubblica importatrice ed esportatrice di prodotti medici, ha subito danni finanziari per 368mila dollari causa embargo [Barbara Maffione]
di Barbara Maffione

Cuba. Da maggio 2012 ad aprile di quest'anno, mediCuba, l'azienda pubblica importatrice ed esportatrice di prodotti medici, che gestisce importanti programmi di cooperazione sanitaria internazionale, realizzati direttamente con il Ministero della Salute Pubblica di Cuba, ha subito danni finanziari, spese supplementari pari a 367.000.800 dollari, a causa dell'incremento dei prezzi dovuto all'embargo.

Il blocco economico, commerciale e finanziario imposto, per più di mezzo secolo, a Cuba dagli Stati Uniti, in quel periodo, ha anche portato ad aumenti dei prezzi mediCuba, del valore di oltre 11 milioni di dollari in spese di gestione, evidenzia la relazione che l'isola presenterà il prossimo 29 ottobre all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sulla necessità di porre fine a questo assedio genocida.

domenica 27 ottobre 2013

Romania: gli Usa iniziano a dispiegare il sistema di difesa missilistico

BUCAREST - I lavori per dispiegare il complesso antimissilistico, come parte in creazione dello scudo di difesa missilistico europeo degli Usa e della Nato, inizieranno lunedì 28 ottobre presso la base di Deveselu, nel sud della Romania, ha riferito l'ambasciata americana a Bucarest.
A Deveselu sarà schierato il sistema missilistico antiaereo multifunzionale americano "Aegis", dotato dei missili intercettori "Standard-3" (SM-3). Il costo del complesso è di
134 milioni di dollari.

Crisi Spagna, giovani disoccupati e poveri tentano di vendere organi online

Remedios, una donna di Malaga, separata, con due bambini di 9 e 5 anni, per evitare lo sfratto e pagare il mutuo voleva vendere il suo organo “non per meno di 30 o 40 mila euro”. Ma almeno lei ha ottenuto un colloquio di lavoro. “La crisi e la politiche di austerità hanno aumentato il tasso di impoverimento al 26,8 per cento della popolazione” dice una sindacalista di
Silvia Ragusa
Il Fatto Quotidiano
Più informazioni su: Crisi Spagna, Disoccupazione Spagna, Mariano Rajoy.
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“Vendo mi riñón para pagar la hipoteca”. (Vendo rene per pagare il mutuo). L’annuncio pubblicato su Internet ricorda quasi quella libbra di carne che il mercante di Venezia doveva a Shylock. Ma questa non è certo l’opera di Shakespeare. È la tragedia di Remedios, una donna di Malaga, separata, con due bambini di 9 e 5 anni. Disoccupata da due anni, riceve un sussidio di 426 euro al mese, 350 dei quali servono solo a pagare la rata del mutuo e un prestito di 5mila euro, contratto per evitare lo sfratto. Da qui la decisione di vendere un organo “non per meno di 30 o 40 mila euro”, ha precisato ai giornalisti che l’avevano rintracciata.

sabato 26 ottobre 2013

Genitori le vietano Facebook, 17enne si impicca : “Non posso vivere senza”

facebook4Suicida perché i genitori le avevano vietato Facebook. ”Non posso stare in una casa dove non posso accedere a internet perché non posso vivere senza Facebook”. E’ finita così la vita di una ragazza indiana di 17 anni di Parbhani (Maharashtra). Aishwarya Dahiwal, così si chiamava la ragazza, alcuni giorni fa aveva avuto un’accesa discussione con il padre che l’aveva sorpresa a chattare sul computer con degli amici.
Dopo il litigio, la ragazza si è chiusa in camera e si èimpiccata al ventilatore del soffitto. Ha lasciato un biglietto in cui spiegava i motivi del suo tragico gesto, accusando i genitori di impedirle di accedere al social network.
Secondo la polizia, i genitori avevano paura che la figlia facesse ”brutte esperienze” online e quindi le avevano vietato di accedere alla rete. ”Volevo soltanto che si concentrasse sullo studio” ha detto ai giornalisti il padre Sunil Dahiwal, completamente sotto shock per la tragedia.
In India ci sono oltre 80 milioni di utenti di social network e Facebook è il più usato soprattutto dai giovani delle metropoli.

venerdì 25 ottobre 2013

PANICO NEGLI USA DOPO CHE AEREI CHIMICI SONO STATI ABBATTUTI IN INDIA E NIGERIA

Scie chimiche e Cia

Analisti militari russi riportano oggi al Cremlino che le forze militari degli USA sono in “panico” per gli atterraggi forzati ordinati dalle Forze Aeree dell’India e Nigeria, di due aeromobili ucraini AN-124 (Foto in alto a sinistra) operati dalla Forza Aerea Statunitense, partiti dalla gigantesca e segreta base aerea di Diego Garcìa nell’oceano indiano.
 
Secondo queste informazioni, la Forza Aerea dell’Esercito della Liberazione del Popolo della Cina (PLAAF), notificò ai funzionari dell’intelligence di India e Nigeria circa la presenza di questi velivoli ucraini, operati dagli USA, e della crescente preoccupazione che gli Stati Uniti stiano spargendo “agenti biologici” in tutta l’atmosfera della Terra e che qualche funzionario cinese ritiene che sia un intento statunitense-europeo di portare a fine un genocidio di massa attraverso la diffusione del virus dell’influenza suina H1N1, il quale ha posto in pericolo tutta la popolazione mondiale.

Francia: L’idea dell’uscita dall’Euro contagia le istituzioni

PARIGI - La rottura di un tabù non vuol dire necessariamente che un'azione radicale è alle porte. Ma il fatto che all'Eliseo francese abbiano iniziato a discutere dell'ipotesi di abbandonare l'area della moneta unica è sicuramente un fatto sorprendente.In particolare di questi giorni in cui assistiamo all'ascesa nei sondaggi e nelle elezioni amministrative del candidato terzo incomodo alla presidenza nel 2017, Marine Le Pen,
convinta anti europeista e protezionista, leader del Fronte Nazionale di estrema destra. Il partito considera l'euro un esperimento fallimentare e ha pronto un piano dettagliato per mettere in pratica l'uscita dal blocco a 17 e il ritorno al Franco francese.

La verità è che le richieste di imposizione di una rottura del castello di sabbia dell'Eurozona hanno raggiunto anche i piani alti dell'establishment politico, toccando il cuore delle autorità filo europeiste. Da europeo convinto lussemburgo-francese, che rinnega l'eurofobia dilagante di estrema destra, l'autore del libro "La Fin du Rêve Européen" (La fine del sogno europeo), il professor François Heisbourg, sostiene che il "cancro dell'euro" deve essere asportato dal corpo per salvare il resto del progetto dell'Unione Europea, prima che sia troppo tardi. 

La diga si sta rompendo- URUGUAY IL PRIMO PAESE DEL MONDO CHE LEGALIZZA LA VENDITA DI MARIJUANA

images (8)L’Uruguay diventerà il primo paese al Mondo a legalizzare la vendita di marijuana  al prezzo di mercato di un dollaro al grammo.

Il presidente dell’Uruguay Pepe Mujica non smette mai di stupire.
Uruguay sarà il primo Paese al mondo a legalizzare la vendita di marijuana al prezzo irrisorio di 1$ al grammo.

La legge passerà attraverso il senato a novembre, portando l’industria da oltre quaranta milioni di dollari sotto il controllo statale.
La legislazione è stata approvata dalla camera bassa ai primi di agosto e firmata dal presidente Mujica.

La misura fa parte di un’iniziativa per combattere le droghe illegali nell’America Latina e la violenza dei cartelli della droga. Diversi legislatori hanno accettato un prezzo iniziale di un dollaro al grammo per la marijuana, un prezzo che in questo modo dovrebbe tagliare fuori il mercato nero, dove attualmente si compra la pianta a un dollaro e quaranta al grammo. Portando sotto controllo statale l’industria della marijuana si otterrà finalmente un posto per comprare un prodotto di qualità a un prezzo vantaggioso. I cittadini uruguayani per poter comprare il prodotto dovranno registrarsi in un database privato che li abiliterà così a comprare marijuana con una restrizione di 40 grammi al mese. Non solo, i cittadini potranno legalmente coltivare fino a sei piante di marijuana a testa, oppure unirsi insieme e mettere su dei club con più di 45 membri con la possibilità di far crescere fino a 99 piante. Ovviamente il governo dell’Uruguay comincerà campagne per spiegare ai cittadini gli effetti del consumo della sostanza. prima che diventi tutto operativo però ci sono alcuni dettagli tecnici da mettere a posto, ad esempio a oggi non sono ancora stati trovati i soldi per finanziare il nuovo Istituto per la Regolazione e il Controllo della Cannabis. Secondo diverse stime attualmente ci sarebbero circa 120.000 consumatori  abituali di marijuana in Uruguay su una popolazione di 3,3 milioni di abitanti, ma si pensa che i consumatori potrebbero essere molti ma molti di più.