L’inventore serbo-croato sognava l’elettricità libera e gratuita per tutti.
Si dice che Nikola Tesla avesse scoperto un modo per distribuire energia in qualunque punto della Terra senza fili; che tra le sue invenzioni ce ne fosse una per produrre terremoti artificiali e una per creare un “raggio della morte” in grado di distruggere qualunque cosa a grandi distanze. Si racconta che Nikola Tesla avesse avuto contatti con gli extraterrestri tramite una macchina per comunicare con le stelle, che avesse costruito dischi volanti, che fosse in grado di curare le malattie attraverso i campi elettromagnetici. Si dice, si dice… Ma chi era davvero Nikola Tesla, l’uomo che a 86 anni moriva quel 7 gennaio del 1943 in una camera economica di un alberghetto di New York, pieno di debiti e circondato da schizzi e progetti mai realizzati? E perché, nonostante i suoi straordinari meriti, oggi si ricorda principalmente per quello che non realizzò?
La guerra della corrente
Genio impareggiabile fin dai suoi primi anni – terminò le scuole superiori in appena tre anni – Nikola Tesla incarnò per tutta la vita lo stereotipo dello scienziato solitario e incompreso, l’ideale romantico del genio povero in canna capace di sfornare invenzioni incredibili per essere poi derubato dei suoi brevetti da imprenditori smaliziati come Marconi e Edison, i suoi due grandi rivali. La sua fortuna fu nell’essere stato in grado di vedere più avanti di Edison nell’immaginare la possibilità di usare la corrente alternata invece della corrente continua per distribuire l’energia elettrica su lunghe distanze. Anche se l’elettricità porta un po’ il nome di Edison, in realtà senza Tesla ci sarebbero voluti molti anni prima di avere la corrente in tutte le case. Mentre infatti la corrente continua soffre di gravi problemi di dissipazione, quella alternata può viaggiare lungo la superficie di un filo per lunghissime distanze senza praticamente perdite di energia. Gli alti tralicci con i loro cavi sotto tensione sono ciò che Nikola Tesla ha donato alla civiltà umana.