E’ stato eletto capomafia a Messina dal boss palermitano Salvatore Lo Piccolo. Oggi è stato il suo giorno. Ha parlato tanto, tantissimo, il pentito di mafia Carmelo d’Amico deponendo al processo per la trattativa Stato-mafia che si celebra davanti alla Corte d’assise di Palermo. Il collaboratore di giustizia è stato ascoltato per quasi quattro ore dai pm Roberto Tartaglia e Nino Di Matteo. Da Berlusconi, ad Andreotti, passando per Falcone e la trattativa.
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lunedì 20 aprile 2015
venerdì 13 marzo 2015
Chiusi tutti i bar della Rai,sotto sequestro perchè erano gestiti da Mafia Capitale.Ma i media tacciono
Dieci bar aziendali della Rai, inclusi gli storici punti di ristoro di Saxa Rubra e via Teulada, erano in mano a Mafia Capitale e a causa di ciò sono stati chiusi per sequestro.
I bar delle sedi di viale Mazzini e Saxa Rubra, sono stati tutti chiusi. Saracinesche abbassate, chissà per quanto. L’inchiesta “Terra di mezzo” spazza via anche quel po’ di vitalità che la caffeina generava tra i dipendenti del servizio pubblico (Il giornale.it)
Ma nessuno ne ha mai parlato fino a ieri,il giorno della definitiva chiusura per sequestro,tranne L’Espresso,che in un articolo del 12 febbraio 2015 riportava quanto segue:
<<Per i pm romani, l’organizzazione di Massimo Carminati è riuscita a mett
martedì 27 gennaio 2015
INTERVENTO SHOCK di Salvatore Borsellino:”Paolo fu ucciso dallo stato”.IL VIDEO
INTERVENTO SHOCK di Salvatore Borsellino alla notte dell’onestà a Roma:”Paolo fu ucciso dallo stato non dalla mafia”,”la strage di via D’Amelio fu una strage di stato e queste cose nel nostro Paese non si possono dire”.Quale voce è più credibile di questa?Quale fonte è più autorevole di quella di un fratello della vittima?NESSUNA!!
lunedì 5 gennaio 2015
LA MAFIA DELL’AZZARDO DI STATO
di Gianni Lannes
In Italia lo Stato incentiva il gioco d’azzardo e si è messo in affari con le mafie da tempo. Chi rammenta che le concessionarie devono quasi 100 miliardi di euro e non hanno mai pagato l'esatto dovuto al fisco? Napolitano e Renzi, in questo caso Equitalia dove si è accucciata? Perché mai questi monumentali evasori tombali non sono stati mai stati sfiorati dalla giustizia penale?
lunedì 29 dicembre 2014
La chiamano solo”Mafia capitale”quando dentro ci sono tutti!Dai servizi segreti al parlamento
Perchè i media di regime la chiamano solo “mafia capitale” quando dentro ci sono tutti?P2,servizi segreti,Nar,Finmeccanica,Odevaine,Alemanno,Marino e mazzette in Parlamento.
Forse per concentrare la nostra attenzione solo sui mafiosi distogliendola da multinazionali e politica,ma in realtà dentro ci sono anche loro…
martedì 16 dicembre 2014
"Mafia Capitale" e il business dell'immigrazione clandestina
Di Marco Cedolin
Curiosando fra telebugia e giornalacci assortiti, si può apprendere quello che la maggior parte degli italiani sapeva in fondo da tempo, ma generalmente non poteva affermare pubblicamente, pena l'accusa di razzismo che pur priva di fondamento è di quelle che danno sempre fastidio.
Gli immigrati rendono più della droga, ma non alle bande di scafisti che traghettavano sul suolo italico le orde dei disgraziati, bensì alla mafia, politica e non, italiana che attraverso Coop ed Acli si occupava dell'accoglienza dei profughi, prima che "Mare nostrum" scalzasse perfino gli scafisti, sostituendoli con la Marina militare italiana.....
sabato 1 novembre 2014
venerdì 31 ottobre 2014
LOMBARDIA: REPUBBLICA CALABRA INDIPENDENTE
domenica 26 ottobre 2014
Rita Dalla Chiesa, intervista choc: "L’omicidio di mio padre? Deciso a Roma"
Le dichiarazioni della conduttrice televisiva Rita Dalla Chiesa, circa la "regia romana" della morte di suo padre, il Generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, inviato a Palermo nella veste di Prefetto per combattere la mafia e ucciso in un agguato, la "strage di Via Carini", fanno tornare alla mente le dichiarazioni del Giudice Ferdinando Imposimato, circa la "strategia della tensione".
domenica 5 ottobre 2014
RENZI DOVE SONO FINITI I 3,5 MILIARDI DI EURO SEQUESTRATI ALLA MAFIA DALLO STATO ITALIANO?
di Gianni Lannes
Per fortuna siamo in grado di leggere il bilancio della seconda repubblica delle banane e di scovare alcune anomalie. Vediamo se chi è in sella (ancora per poco) per conto terzi, ovvero interessi smaccatamente stranieri, è in grado di fornire una spiegazione plausibile. Ne dubito. Comunque, ecco i fatti.
Altro che la miseria spicciola di 80 euro in busta paga. Pur essendo una società incostituzionale Equitalia (ramo giustizia) gestisce l'ingente patrimonio e il denaro sottratto alle organizzazioni criminali.
giovedì 7 agosto 2014
FEDERAL BUREAU INVESTIGATION: "FRANK SINATRA, CANTANTE, ATTORE E MAFIOSO..."
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| SINATRA IN POSA CON IL CLAN GAMBINO |
di Gianni Lannes
La voce era sua, non c'è dubbio, così come erano direttamente riferibili a lui, gli affari torbidi e le interessate amicizie criminali di livello mondiale:
Paul Castellano, Frank Costello, Carlo Gambino, Vito Genovese, John Gotti, Meyer Lansky, Lucky Luciano, Salvatore Maranzano, Joe Masseria, Bugsy Siegel, eccetera.
sabato 31 maggio 2014
Quando la camorra paga i politici: parla Iovine, boss dei Casalesi
“La camorra non è l’unica responsabile”. Esordisce così il boss dei casalesi nei verbali depositati riguardanti il processo in corso al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. E a quanto pare, stando alle sue affermazioni, ad essere compromessa non è solo la classe politica campana.
Secondo Iovine, ad esempio, nei primi anni del Duemila finirono nelle casse del clan dei casalesi alcuni finanziamenti del ministero dell’Agricoltura (guidato al tempo da Gianni Alemanno) per il rimboschimento nell’alto Casertano. “Si trattava – sottolinea il boss – di lavori appaltati attraverso finanziamenti del ministero dell’Agricoltura e Della Volpe Vincenzo ottenne di essere colui che avrebbe gestito per conto del clan i relativi appalti”, anche attraverso l’utilizzo di “imprese del napoletano, vivai che avevano le categorie giuste per accedere a questi finanziamenti”.
domenica 18 maggio 2014
La Stidda ” La Stella di cosa nostra.”
Il simbolo del riconoscimento è una piccola macchia scura, 5 segni verdognoli disposti a cerchio fra il pollice e l’ indice della mano destra. Loro li chiamano “i punti della malavita”. E’ un po’ il marchio del reclutamento nella setta, lo status di fuorilegge conquistato magari con l’ ultimo omicidio o con l’ ultima estorsione. Nei paesi intorno a Caltanissetta sono conosciuti come “stiddari”, nella provincia agrigentina diventano “stiddaroli”. Non sono uomini d’ onore e quasi mai appartengono a Cosa Nostra, la loro organizzazione non è centralizzata, non ci sono né Cupole né Commissioni, non si sa chi sono i capi, qualche volta fanno affari con le “famiglie” e qualche altra volta le fronteggiano con le pistole e con il tritolo.
giovedì 8 maggio 2014
RASO AL SUOLO L'EXPO DALLA MAGISTRATURA: TANGENTI CORRUZIONE ASSOCIAZIONE A DELINQUERE. 7 ARRESTI, ANCHE ''IL COMPAGNO G''
Milano - La guardia di finanza di Milano e gli uomini della Dia, su disposizione della Procura di Milano, nell'ambito di un'inchiesta per episodi di turbativa d'asta e corruzione legati all'Expo, hanno arrestato Primo Greganti e Angelo Paris, manager di Infrastrutture Lombarde.
Sono complessivamente sette le persone arrestate nell'inchiesta sulle tangenti ¨per l'Expo 2015. Tra questi anche l'ex parlamentare di Forza Italia, Luigi Grillo, il cui nome era emerso nell'indagine sulla scalata ad Antonveneta.
Sono complessivamente sette le persone arrestate nell'inchiesta sulle tangenti ¨per l'Expo 2015. Tra questi anche l'ex parlamentare di Forza Italia, Luigi Grillo, il cui nome era emerso nell'indagine sulla scalata ad Antonveneta.
venerdì 18 aprile 2014
LA FOTO / NELL'IMMAGINE CHE VEDETE, IL FUTURO MINISTRO DELL'INTERNO ALFANO BACIA UN PERICOLOSO BOSS DI COSA NOSTRA
L'Ora della Calabria pubblica una foto scattata nel 1996 alle nozze della figlia del mafioso Croce Napoli. Alfano nega tutto, poi ricorda: "Ma non lo conoscevo".
Quando dal Palafiera di Roma ha urlato «non vogliamo i voti delle mafie», Angelino Alfano deve aver dimeticato che lì ad ascoltarlo, proprio in prima fila, c’era un certo Renato Schifani. Il Senatore e numero due dell’Ncd, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, finì sotto la lente d’ingrandimento dalla procura di Palermo a causa delle sue amicizie “pericolose” con i picciotti di Villabate e di Brancaccio.
Quando dal Palafiera di Roma ha urlato «non vogliamo i voti delle mafie», Angelino Alfano deve aver dimeticato che lì ad ascoltarlo, proprio in prima fila, c’era un certo Renato Schifani. Il Senatore e numero due dell’Ncd, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, finì sotto la lente d’ingrandimento dalla procura di Palermo a causa delle sue amicizie “pericolose” con i picciotti di Villabate e di Brancaccio.
giovedì 27 marzo 2014
Mafia, una piaga che da Nord a Sud tiene le amministrazioni locali sotto scacco
Sono gli amministratori locali sotto tiro. Sindaci e i consiglieri comunali che cercano di fermare gli interessi dei clan, svelano affari inconfessabili, lavorano per la legalità o si permettono di inaugurare beni confiscati alla mafia e per queste ragioni finiscono nel mirino.
Per fermarli si ricorre ad ogni mezzo: lettere minacciose, proiettili, auto incendiate, spari alle abitazioni, aggressioni verbali e fisiche. Un escalation che non esclude l’uso di esplosivi, i colpi di arma da fuoco fino al sequestro di persona e l’omicidio.
martedì 4 marzo 2014
Borsellino ucciso perché indagava sulla trattativa, trovato il fascicolo. E spuntano nomi “pesanti”
La ricostruzione dei giornalisti del Fatto, Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, mette i brividi: Borsellino è stato ucciso perché stava indagando, formalmente, sulla trattativa Stato-Mafia. La conferma arriva dal ritrovamento di un fascicolo assegnato a Borsellino in data 8 luglio 1992 (11 giorni prima di essere ucciso…) in cui viene fuori l’ufficialità dell’indagine e i nomi delle persone coinvolte. Nomi pesanti. Nomi di capimafia. Nomi di politici. Nomi di esponenti dei servizi segreti.
In piena stagione stragista, a metà giugno del ‘92, un anonimo di otto pagine scatenò fibrillazione e panico nei palazzi del potere politico-giudiziario: sosteneva che l'ex ministro dc Calogero Mannino aveva incontrato Totò Riina in una sacrestia di San Giuseppe Jato (Palermo). Una sorta di prologo della trattativa.
giovedì 13 febbraio 2014
LO STATO ITALIANO STA PER ABOLIRE L’ERGASTOLO: LA MAFIA RINGRAZIA
di Gianni Lannes
Mentre Renzi il negazionista che preanuncia un trattamento sanitario obbligatorio ai militanti del Pd che avvistano le scie chimiche, senza essere stato eletto dal popolo "sovrano", si scalda in panchina per togliere la poltrona di Palazzo Chigi a Letta, due onorevoli del partito democratico presentano una proposta di legge per cancellare la pena dell'ergastolo. I maggiori beneficiati, saranno i mafiosi. Non caso nel famigerato papello di Totò Riina, una delle 12 richieste - nella trattativa mafia & stato - era proprio l'abolizione della pena a vita. In fondo, le organizzazioni criminali sono associazioni non riconosciute con decreto statale, ma che comunque fanno il lavoro sporco proprio per lo Stato dal 1861, per non dire dello sbarco "alleato" in Sicilia nel 1943.
giovedì 19 dicembre 2013
Nino Di Matteo. Lo Stato, e qualcun altro, dovrebbe vergognarsi
Quanta miopia, Viola non aveva capito che le interviste e le esternazioni di Giovanni Falcone, completamente abbandonato dallo Stato, non erano da ricondursi a protagonismo, bensì all’intuito, all’aver compreso la necessità di rivolgersi ad una platea la più vasta possibile, per tenere alta l’asticella dell’attenzione dell’opinione pubblica sui pericoli del cancro mafioso.
E la storia si ripete.
Non basta l’assordante silenzio delle massime istituzioni su Nino Di Matteo, non una parola di solidarietà verso il magistrato da parte di Napolitano, Boldrini e dell’ex collega Piero Grasso. L’unica, lunare dichiarazione da parte del Guardasigilli amica di Ligresti “Non si ravvisano elementi di minacciacontro i magistrati impegnati nel processo sulla trattativa Stato-Mafia”.
lunedì 25 novembre 2013
Le aziende che smativano i rifiuti insieme alla camorra
L’Espresso racconta un’indagine sui rapporti tra gli amministratori di una grande azienda del Nord e la camorra
Da un rapporto della Criminalpol del 1996 emergono le relazioni tra i manager di una grande azienda e l’avvocato del clan dei Casalesi .
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