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sabato 1 novembre 2014

La prima Porsche? Cento anni fa era elettrica ed ecologica

Porsche1

Di Francesca Mancuso
Auto elettriche, sinonimo di modernità. Dimenticatelo. Già alla fine dell'800 i veicoli alimentati da motori elettrici avevano fatto capolino nel panorama della mobilità. Come la P1 di Porsche. Il celebre marchio tedesco già nel 1898 aveva messo a punto l'auto ecologica per eccellenza.
Ad un primo sguardo sembra un carro ma in realtà si tratta di un'automobile a tutti gli effetti. La P1 è stata progettata e costruita da Ferdinand Porsche ed è uno dei primi veicoli immatricolati in Austria. In giro per le strade di Vienna dal 26 giugno 1898, il veicolo deve il suo nome al fatto di essere la prima auto elettrica.

martedì 29 aprile 2014

Dagli USA: Ecco il carburante Diesel di CANAPA. Addio petrolio e inquinamento. E noi ?

Il 7/2/2014 il Presidente Obama si apprestava a firmare il Farm Bill, un piano quinquennale da 956 miliardi di dollari di riforme e finanziamenti per lo sviluppo agricolo, che ha di fatto legalizzato la coltivazione della canapa industriale in 10 stati del Paese.
In California gli effetti di tale provvedimento sono stati immediati: nel mese di marzo è stato infatti sviluppato il primo biodiesel alla canapa da parte dell’azienda Extreme Biodiesel.

domenica 9 marzo 2014

TARANTO: RIFIUTI NUCLEARI ABBANDONATI. VENDOLA NON HA BONIFICATO E NEANCHE MESSO IN SICUREZZA

di Gianni Lannes


Bentornati a Taranto, precisamente a Statte, dove giace un "deposito" addirittura in un  capannone tra masserie, un ospedale e civili abitazioni,  mai bonificato di scorie radioattive provenienti da tutt'Italia. Il titolare Giovanni Pluchino, iscritto alla massoneria e in affari con Nucleco (Enea+Agip Nucleare), pur condannato con sentenza passato in giudicato, non ha bonificato il sito e non ha scontato neanche un giorno di galera.

martedì 21 gennaio 2014

Batterie Aquacell: le pile eco-friendly che si attivano in acqua!

Un’idea innovativa e davvero originale questa che vi stiamo per raccontare:una pila che si immerge in acqua e si attiva! La pila in questione si chiama ‘Aquacell‘ ed è la nuova batteria ideata da Niels Bakker, uno scienziato olandese, in collaborazione con i suoi colleghi Patrice Horowitz, Laurent Arnoux e Olivier Chauffat.
Questa pila contiene pochissimi metalli pesanti e funziona solo dopo cinque minuti di immersione in acqua. Ci sono voluti ben quattro anni di ricerca e sviluppo per progettare ed ottenere un tale prodotto dal design pulito; oggi eccola quì ad incuriosire migliaia di persone. Essa pesa solo 12 grammi. E’ contenuta in una case in plastica riciclata e non nel classico involucro di acciaio intorno.
La fabbrica di produzione di queste spettacolari pile “acquatiche” si trova in Cina nella provincia di Guangdong e produce dai 3 ai 5 milioni di batterie al mese.

martedì 26 novembre 2013

Einstein e il brevetto dimenticato: torna il primo frigorifero ecologico, 83 anni dopo

zzzIl frigorifero ad assorbimento, che non ha parti in movimento, opera a pressione costante, e richiede solo una fonte di calore per funzionare, è stato inventato congiuntamente nel 1926 da Albert Einstein e il suo ex studente Leo Szilard e brevettato negli Stati Uniti esattamente 83 anni fa, l’11 novembre 1930 (US Patent 1.781.541).
Il progetto di Albert Einstein del frigorifero ad assorbimento è ritornato d’interesse sia da quando sono stati messi al bando i gas refrigeranti dannosi per la fascia di ozono stratosferico sia a causa dell’obbligo della riduzione dei gas serra e con la possibilità di utilizzare energie alternative. Una delle caratteristiche fondamentali dei frigoriferi ad assorbimento di Einstein è l’assoluta silenziosità e la durata nel tempo, in quanto in questi dispositivi non vi è la presenza di organi e meccanismi in movimento che con il tempo potrebbero logorarsi (ad esempio i compressori). La conseguenza è la possibilità di utilizzarli in numerose situazioni, soprattutto quando non vi è la possibilità di allacciarsi alla rete elettrica.
La creazione di sistemi di refrigerazione ecologici e frigoriferi energeticamente efficienti può avere un effetto enorme per l’ambiente e gli stili di vita di milioni di persone. Non solo per i paesi in via di sviluppo che aspirano ai nostri stili di vita, ma in tutte quelle situazioni che richiedono raffreddamento, oltre all’ormai onnipresente aria condizionata, considerata una delle principali fonti energivore del pianeta (1.000 miliardi di kilowatt/ora all’anno, secondo una stima di un ricercatore americano, di cui abbiamo già parlato in questo articolo).
Il frigorifero di Einstein con il suo gruppo ad assorbimento si compone di 5 parti essenziali, utilizzando prevalentemente acqua, ammoniaca e butano:
Caldaia. Dove inizia l’intero ciclo, dove viene installata la fonte di calore (che può essere una tradizionale resistenza elettrica ma anche un bruciatore a biogas o di biocarburanti o perfino un pannello solare) e dove la soluzione di acqua ed ammoniaca inizia il circolo.
Condensatore. Dove avviene la separazione dell’acqua dall’ammoniaca, e dove la stessa s’immette nell’evaporatore.
Evaporatore. Dove l’ammoniaca quasi pura incontra il gas (butano) ed evapora sottraendo calore all’ambiente esterno, cioè alla cella frigorifero, freezer ecc.
Assorbitore. Dove l’acqua utilizzata per trasportare l’ammoniaca assorbe calore per ridurre la sua temperatura.
Serbatoio. Dove l’acqua e l’ammoniaca, dopo aver compiuto il loro intero ciclo, si ritrovano, si miscelano ed entrano in caldaia per ricominciare a circolare nuovamente.
Anche la prima invenzione della macchina frigorifera, avvenuta e brevettata nel 1851 dall’americano John Gorrie, si basava sull’utilizzo dell’ammoniaca e si sviluppò a scopi commerciali su navi e treni per il trasporto delle merci deperibili. Dal 1926 fino al 1933 Einstein e Szilard collaborarono per migliorare la tecnologia di refrigerazione domestica. I due furono motivati ​​dalla lettura sui giornali contemporanei di una famiglia berlinese che era stata uccisa quando una giuntura nel loro frigorifero si ruppe e diffuse fumi tossici nella loro casa (a causa appunto della presenza di ammoniaca). Einstein e Szilard cominciarono a pensare a un dispositivo senza parti in movimento, che avrebbe eliminato il rischio di rottura e di usura.
Nonostante la presentazione di più di 45 domande di brevetto in sei Paesi diversi, nessuno dei disegni di Einstein e Szilard per i frigoriferi “alternativi” fu mai tradotto in un prodotto da commercializzare, sebbene alcuni modelli furono autorizzati. La Grande Depressione di quegli anni colpì duramente molti produttori e così nessuno se la sentì di rischiare in quest’avventura. Ma è stata l’introduzione di un nuovo refrigerante non tossico, il freon, proprio nel 1930, a cambiare il destino del frigorifero. L’economia ha sostenuto la tecnologia basata sul freon come quella più conveniente, e perciò è usata ancora oggi. Almeno finché i CFC (Clorofluorocarburi) sono stati banditi dal protocollo di Montreal del 1990. Ed ecco allora che, anche grazie agli incentivi al risparmio energetico, il frigorifero di Einstein potrebbe tornare di attualità.
Fonte: greenreport.it