di Martin Khor (*)
GINEVRA, ottobre 2013 (IPS) - C'è baruffa nei negoziati del WTO che preparano la Conferenza Ministeriale di Bali, e il conflitto in atto mostra come le regole del WTO per il settore agricolo permettano ai paesi sviluppati di continuare a beneficiare di alti sussidi, penalizzando al contempo i coltivatori dei paesi in via di sviluppo.
La sicurezza alimentare costituisce una delle questioni chiave tra quelle oggetto di negoziato al WTO in preparazione della Conferenza di Bali di dicembre. Per i paesi in via di sviluppo, la sicurezza alimentare e la sopravvivenza dei coltivatori sono le priorità assolute.
Ridurre, e tendenzialmente eliminare la fame nel mondo è uno degliObiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG) adottati dai Governi delle Nazioni Unite. Nei negoziati attualmente in corso a New York per la formulazione di questi obiettivi, la sicurezza alimentare, la nutrizione e l'agricoltura costituiscono uno dei principali gruppi di questioni sul tavolo.
Su questo sfondo, è in corso una forte discussione, al WTO, nel quadro dei lavori di preparazione per Bali.
Il Paesi in via di sviluppo che fanno parte del G33 stanno chiedendo che ai loro governi sia consentito di acquistare cibo dai propri piccoli coltivatori e che questi alimenti possano essere stoccati senza incorrere nelle limitazioni e nelle regole disposte dal WTO in tema di sussidi all'agricoltura. Alcuni governi stanno progettando piani di distribuzione gratuita o a prezzi ridotti da meccanismi di incentivazione statale a favore delle famiglie più povere.