
“L’AGENZIA DELLE ENTRATE MANDA IN ROVINA L’ITALIA”
Il funzionario pentito: “Spara accertamenti a caso, perde il 50% delle cause e uccide l’economia per ingrassare i tributaristi”
Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle entrate, 304.000 euro di stipendio annuo, ha annunciato che entro fine mese andrà in pensione. Avrei qui pronto il sostituto (non d’imposta, bensì umano): Luciano Dissegna. Costo per i contribuenti: zero euro. Sì, lo farebbe gratis. Il curriculum è ragguardevole. Per 30 anni leale servitore dello Stato, che lo assunse per concorso nel 1977, Dissegna ha lavorato negli uffici del registro di Montebelluna e Borgo Valsugana, nell’ufficio Iva di Trento, nell’ufficio imposte dirette di Bassano del Grappa, all’ispettorato compartimentale imposte dirette di Venezia, all’ispettorato dell’Agenzia delle entrate di Trieste.