Purtroppo per i parassiti di Bruxelles questo giochetto non ha funzionato e a gelare gli entusiasmi c'e' stata una dichiarazione fatta dal ministro delle finanze Bjarni Benediktsson il quale ha dichiarato che l'Islanda non ha "nessun interesse a far parte della Ue e per tale motivo non ci saranno piu' discussioni su questo tema".
Benediktsson ha fatto notare come i due principali partiti islandesi, il Progressive Party e l'Independence Party, sono contro l'ingresso nell'Unione Europea e tali posizioni riflettono la volonta' dell'opinione pubblica islandese che disapprova il modo di operare della UE e per tale motivo gli interessi dell'Islanda sono serviti meglio al di fuori della UE.
Ovviamente gli islandesi sanno benissimo che una volta entrati nella UE perderanno la loro liberta' e saranno impoveriti dalle politiche di austerita' decise dai parassiti di Bruxelles e chiaramente vogliono evitare tutto cio'.
Effettivamente gli islandesi hanno ancora nel loro sangue lo spirito combattivo dei loro antenati vichinghi e a tale proposito occorre ricordare che quando il loro paese e' stato colpito dalla crisi finanziaria non solo hanno mandato a quel paese i rappresentanti del Fondo Monetario ma hanno anche messo sotto processo i banchieri che hanno fatto fallire le tre principali banche del loro paese.
Non c'e' che dire, gli islandesi hanno coraggio da vendere e sarebbe opportuno che gli italiani prendano esempio da loro e mandino a quel paese la UE e la classe politica che ha portato questo paese al disastro.
GIUSEPPE DE SANTIS - Londra
www.ilnord.it
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