L’idea del Partito dei cittadini liberi contro “la governance dirigista di Bruxelles”
La Repubblica Ceca ha sempre mantenuto un velo di dubbio sull’appartenenza all’Unione europea. Non è un mistero. L’ex presidente della Repubblica, Vaclac Klaus, non era un europeista convinto, al contrario era piuttosto euroscettico e non era un segreto per nessuno, a Praga come a Bruxelles. Così come non è un segreto, e se lo era non lo è più, che c’è chi pensa di uscire dall’Ue. La proposta arriva da Miloslav Bednar, vicepresidente del Partito dei cittadini liberi, formazione extra-parlamentare che cerca di creare consensi attorno alla stessa idea che tanto fa discutere, e forse affascina, i britannici: “Riconsiderare l’adesione all’Ue”, come spiegato dallo stesso Bednar. A tal proposito “andrebbe indetto un referendum su una possibile uscita”. Il Partito dei cittadini liberi critica “la governance dirigista” dell’Ue nonché le politiche adottate, e vorrebbe richiamare l’attenzione sulla “insostenibilità” di questa Europa.
La formazione alle ultime politiche non ha sfondato, al contrario ha raccolto appena il 2,4% dei voti, un risultato che non gli ha permesso l’accesso in Parlamento. Ma nel clima generale europeo, con la crescita dei movimento populisti ed euroscettici che tanto preoccupa a Bruxelles, il Partito dei cittadini liberi rischia di far presa sull’elettorato ceco chiamato, come tutti gli europei, a votare per il nuovo Parlamento europeo e per il rinnovo dalla Commissione Ue.
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