Scoppia la rivolta nelle mense. Genitori ritirano i figli a pranzo
IL CASO. Molte famiglie infilano negli zaini dei bambini qualche vivanda fatta in casa, altri li portano a casa a mangiare. Mamme nel panico per l’intercettazione choc «Sabbia al posto della carne» e disagio tra gli ex dipendenti comunali assorbiti dai privati: «Siamo pochi e lavoriamo di più»
Meglio una pastasciutta veloce o un panino al volo, ma fatti in casa, piuttosto del cibo della mensa scolastica. Questa convinzione si sta diffondendo tra i genitori, che infilano negli zaini dei figli qualche vivanda fatta in casa per la pausa pranzo. Altri vanno addirittura a riprendersi i bambini tra mezzogiorno e l’una e li riaccompagnano alle lezioni del pomeriggio. Dopo gli arresti che hanno decapitato l’Agec, con ipotesi di reato dal peculato alla corruzione, le scuole frenano a fatica l’ondata di indignazione e preoccupazione dilagante tra le famiglie, ma anche tra gli stessi insegnanti. «I ghe dà da magnar la sabbia al posto de la carne»: l’intercettazione-choc viene ripetuta con sgomento dalle mamme e dai papà che si consultano fuori dalle scuole, dove sventolano i volantini dei Cinquestelle che invitano a non pagare la retta della mensa. Le discussioni proseguono su internet e sui telefonini.
Scandalo Agec, le intercettazioni: “Daranno sabbia al posto della carne in mensa”
Le registrazioni raccolte dalla Guardia di Finanza dipingono un quadro forse peggiore di quello che si pensava, con studenti coinvolti senza riguardo. Intanto l’ex presidente Michele Croce chiede le dimissioni dell’amministrazione comunale.
“I ghe dà da magnar la sabbia… al posto della carne”. È solo una delle moltissime intercettazioni raccolte dalla Guardia di Finanza nel corso delle indagini. A Fare questa affermazione, considerata significativa dall’accusa, è il dipendente Agec Giovanni Bianchi nell´inchiesta sui presunti illeciti commessi all´azienda comunale di via Noris che ha comportato l’arresto di otto dipendenti e un imprenditore.
Il testo dell’ordinanza riporta: “Si aggiunge, a corredo del già abbondante quadro probatorio come a seguito dell´aggiudicazione della gara sul servizio mensa, uno dei commissari Giovanni Bianchi il quale forse per un momento si è reso conto di cosa comporti alterare una gara, peraltro avente ad oggetto la somministrazione dei pasti ai bambini, si lascia sfuggire il commento: «Da mangiare (ai bimbi delle scuole, ndr) verrà data della sabbia al posto della carne»”.
Il gip Paolo Scoot di Luzio afferma che questa frase “denota un grado di dolo, di collusione e totale spregio dell´interesse pubblico da rendere ancora più gravi le condotte”. Che gli indagati siano coscienti delle proprie azioni e della loro illegalità, è provato anche da altre frasi intercettati dalle forze dell’ordine. È Alessia Confente, dirigente del servizio farmaceutico che “firmerà tutti i verbali di gara senza averne preso parte”, scrive il giudice. “Con quello riusciamo ad andare in galera? Sì o no?”, ha detto la Confente in un’intercettazione raccolta dalle Fiamme Gialle.
Intanto dal proprio blog Verona Pulita, Michele Croce esprime la propria inidignazione: ”Oggi non scrivo come ex Presidente Agec, nè come professionista, nè come cittadino. Oggi scrivo da padre e come padre le intercettazioni sui servizi di mensa comparse sui quotidiani mi suscitano un profondo senso di ORRORE. Non si tratta qui di stabilire se qualcuno ha sbagliato o non ha sbagliato, se ha commesso o non ha commesso errori. A questo ci penseranno i tribunali, ma quale che sia lo sviluppo della vicenda giudiziaria quello che si legge è un orrore; e l’orrore resta. Voglio dire che non ci interessa come finirà il processo ma che il sentimento di profonda indignazione che ci suscita quanto letto prescinde dalla vicenda giudiziaria perchè tocca le corde a cui tutti siamo più sensibili: LA SALUTE DEI NOSTRI FIGLI. Ora, mi chiedo, che farà la politica?”
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