lunedì 9 giugno 2014

In Ucraina, la NATO rischia l'estinzione.

Foto scattata in Normandia per la celebrazione dello sbarco degli alleati.
Poroshenko (a sinistra), Merkel (di spalle), Putin (a destra)

Dopo gli sviluppi diplomatici di ieri (Holland e Merkel disposti al dialogo con Putin e il leader Russo disposto a parlare con Poroshenko) ho la netta impressione che la UE stia cercando in tutti i modi di dissociarsi (con moderazione) dalla linea di comando degli USA che consiste in una rottura completa con Mosca. (che gioverebbe a Washington interamente, sarebbe un disastro per l'UE - il TTIP verrebbe firmato il giorno dopo con effetti deleteri per la UE e anche la Russia ne soffrirebbe nell'immediato).

Per controbilanciare questa politica estera totalmente egemonica del Dipartimento di Stato USA, da parte sua, il Cremlino sta attuando una tattica diversa dal passato (riconoscere le elezioni, essere aperto al dialogo con tutti, presidente Ucraino compreso, lasciar andare Lukashenko all'insediamento di Poroshenko, idem l'ambasciatore Russo in Ucraina, etc) che gli possa permettere di guadagnare consensi nei confronti dei suoi alleati Europei e accreditarsi in quegli ambienti, magari non come 'il buono', ma come colui che sta sicuramente tentando in ogni modo di farcessare la violenza, nell'interesse di tutti. (evidenziando quindi, ai partners europei, la differenza di intenti tra il Cremlino e la Casa Bianca).

Un nuovo palco in costruzione oggi in Piazza Maidan.

Poroshenko da parte sua non conta nulla ed è preso in mezzo dalla CIA che a Kiev (dai suoi uffici) comanda l'evoluzione degli eventi, e dai maidanisti che sentono puzza di oligarchia (dato che 3/4 degli uomini di Poroshenko sono legati a Yanukovic, per loro è come se non fosse cambiato nulla o quasi). Dal punto di vista di Poroshenko, l'unica cosa che conta è non essere rovesciato internamente (quindi tramite la CIA che non apprezzerebbe la sua ""leggera moderazione(!!)"" sulle operazioni antiterrorismo) ed evitare una missione Russa in Ucraina che lodefenestrerebbe ed indebolirebbe definitivamente

Il problema di fondo restano le intenzioni USA, nei fatti, opposte a quelle di tutti gli altri attori coinvolti. Se il dipartimento di stato americano continuerà ad oscurare l'UE (comandandola e silenziando i suoi leader, le loro strategie e la loro autorità in termini di policy-making in politica estera), spingere al limite Poroshenko (e la sua azione repressiva-terroristica), l'intervento Russo diverrà inevitabile a quel punto.

Ciò su cui punta Putin, ed è qui la sottigliezza diplomatica e la novità assoluta, è evidenziare la sua mossa(l'eventuale messa in sicurezza dell'est e sudest Ucraino) come l'ultima possibile, che non vorrebbe implementare e che sarebbe una diretta conseguenza dell'atteggiamento aggressivo americano. 

Se riuscirà a far passare questo messaggio ai leader europei (quindi a non ritrovarsi l'UE completamente contro e al totale servizio dell'atlantismo) , entrare in Ucraina velocemente, mettendo fine al massacro di civili in Novorossiya, saremmo di fronte alla fine della NATO per come la conosciamo.

E' questa la posta in palio... la fine della NATO, non la possibile fine della Federazione Russa. Putin lo sa, tanto è vero che risulta essere l'unico che stia ragionando a mente fredda, azzeccando, mossa dopo mossa, la strategia vincente. Fiducia in Putin e tempo al tempo.

Di Federico Pier

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